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          Energia rinnovabile

Si capisce perché l'uso elettrico delle biomasse non sia consigliabile. "Questo, però, non esclude - commenta il ricercatore dell'Isma - che esse non possano essere impiegate per altre finalità, contribuendo, con le altre fonti rinnovabili, a sostituire in parte il petrolio e a ridurre, conseguentemente, l'effetto serra". Si pensi all'uso termico: il 95 per cento degli agricoltori del nord Europa si scalda con la legna; o al pellets: ovvero un combustibile alternativo ecologico prodotto pressando la polvere ottenuta dalla sfibratura dei residui legnosi.
"Il pellets - spiega Vittorio Bartolelli, vicepresidente dell'Italian biomass association (Itabia) - si distingue per la bassa umidità, inferiore al 12 per cento, per la sua elevata densità e per l'alto potere calorifico. Inoltre, ha caratteristiche simili a quelle di un combustibile fluido ed è, quindi, molto indicato per piccoli e medi impianti residenziali".
Grazie agli incentivi, in Svezia si consuma un milione di tonnellate di pellets, in Italia appena duecentomila, nonostante sia una fonte energetica competitiva anche sul piano economico: costa 15/20 centesimi di euro al chilo.
Per il Wwf, invece, il miglior uso delle biomasse è il compostaggio. "Laddove è possibile - dice il responsabile del settore Energia e risorse - è meglio compostare anziché bruciare. Questo perché quando si decide di usare biomasse per fare energia è necessario, caso per caso, fare un bilancio energetico comparato tra il loro potere calorifico, che sebbene interessante non è particolarmente elevato, e l'energia che si può risparmiare con altri possibili utilizzi".
Ma che cosa è il compost? È il risultato di un processo di fermentazione di biomasse della filiera ligneo-cellulosica addizionate a scarti animali che viene distribuito sul terreno con una funzione concimante.