Biomassa Energia Rinnovabile
Possono essere usati come biocarburante, in casi specifici in cui
tale uso è compatibile con il tipo di motore usato e con i corrispondenti requisiti in
materia di emissioni, gli oli vegetali puri provenienti da piante vegetali prodotti mediante
pressione, estrazione o procedure analoghe, greggi o raffinati, ma chimicamente non modificati.
I principali vantaggi delle biomasse sono: abbondanza, facilità di estrazione energetica,
economica, rigenerante terre desolate, sviluppabile in aree inutilizzate e creare occupazione,
non contribuisce all'effetto serra, basso tenore di zolfo e quindi non contribuisce alla
produzione di piogge acide, è rinnovabile e il suo fine ciclo costituisce potenziale fertilizzante.
Ad oggi, le biomasse soddisfano il 15% circa degli usi energetici primari nel mondo, con 55
milioni di TJ/anno (1.230 Mtep/anno). L'utilizzo di tale fonte mostra, però, un forte grado
di disomogeneità fra i vari Paesi. I Paesi in Via di Sviluppo, nel complesso, ricavano
mediamente il 38% della propria energia dalle biomasse, con 48 milioni di TJ/anno (1.074 Mtep/anno),
ma in molti di essi tale risorsa soddisfa fino al 90% del fabbisogno energetico totale, mediante
la combustione di legno, paglia e rifiuti animali.
Nei Paesi Industrializzati, invece, le biomasse contribuiscono appena per il 3% agli usi
energetici primari con 7 milioni di TJ/anno (156 Mtep/anno). In particolare, gli USA ricavano
il 3,2% della propria energia dalle biomasse, equivalente a 3,2 milioni di TJ/anno (70 Mtep/anno);
l'Europa, complessivamente, il 3,5%, corrispondenti a circa 40 Mtep/anno, con punte del
18% in Finlandia, 17% in Svezia, 13% in Austria, l'Italia, con il 2,5% del proprio fabbisogno
coperto dalle biomasse, è al di sotto della media europea.
